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ALBERICO E LA QUINTANA CYBEA

La Fondazione di Massa Nova e la “Quintana Cybea®”

 

La Posa della Prima Pietra della Fondazione della Città di Massa Nova è l’evento principale che sostanzia l’esistenza dell’Associazione “Ducato di Massa®”.

Un giorno, il 10 Giugno 1557, nel quale succedono molti avvenimenti: tra questi viene corsa per la prima volta la Quintana Cybea a Massa, mentre si avvia la trasformazione dell’assetto urbanistico della nuova città: Alberico decide di creare una nuova cinta muraria più ampia (la precedente era solamente attorno al castello) includendo alcuni nuclei abitati sparsi che vengono a rappresentare il nucleo fondante di una vera e propria città: la Massa Nova di Alberico I Cybo Malaspina. Quest’anno (2019) corre il 463° Annuale della Posa della Prima Pietra e il XXX Annuale nel quale viene rievocata la Quintana Cybea® e le altre manifestazioni collaterali alla stessa (tra queste la Posa della Prima Pietra).

 

Il luogo della rievocazione

 

L’Associazione Ducato di Massa® ha deciso, negli ultimi anni, di dare maggiore solennità alla rievocazione storica nella realizzazione dell’evento, e allo stesso tempo di rendere la stessa più accessibile e più fruibile al grande pubblico, attuandola in un luogo più visibile a un pubblico più ampio.

La scelta del luogo: la scalinata che porta alla Cattedrale e la Piazza del Duomo, è diventata negli ultimi 4 anni il luogo dell’evento (in precedenza la rievocazione storica della posa della prima pietra si teneva a due passi da dove è realmente avvenuta nel 1557: nella piattaforma del Bastione che guardava il mare. La Rievocazione si svolgeva prima all’interno del Cortile del Palazzo dei Cadetti, oggi sede del Museo Diocesano d’Arte Sacra.

La posa avveniva in quel palazzo tuttora collegato da un piccolo passaggio sopra elevato che porta proprio nel giardino rappresentato dalla superficie della Piattaforma. La piattaforma che all’epoca rappresentava il luogo centrale ed equidistante tra i due Bastioni nella parte delle Mura che davano verso il mare. La scelta di realizzare la rievocazione storica di tale avvenimento sulla scalinata del Sagrato della Cattedrale di Massa nasce proprio dalla volontà dell’Associazione Ducato di Massa di aprirsi alla città e di trasmettere, ancora di più, la conoscenza della storia cittadina riguardo al periodo più importante e più ricco di significati legato alla sua trasformazione urbana: quello del Tardo Rinascimento.

 

Le modalità dell’evento

 

L’evento della Posa della Prima Pietra deve poter scorrere in maniera tale da coinvolgere in modo forte il pubblico, per cui i ritmi e le scansioni sono stati in qualche modo pensati più intensi e più avvolgenti, cercando di eliminare il rallentamento della scena che il racconto dettagliato dei fatti storici spesso porta con sé. Una maggiore dinamicità negli eventi, quindi, e un migliore coinvolgimento emotivo del pubblico, il quale deve allo stesso tempo apprendere ed entrare nella “storia/Storia” quale spettatore attento e consapevole del momento rievocativo che si sta rappresentando. La Rievocazione storica svolge quindi una doppia funzione: da un lato, vede protagonisti i personaggi in costume storico che agiscono per “rivivere la Storia”, dall’altro, vede protagonista il pubblico presente il quale apprende la Storia (spesso per la prima volta) e contemporaneamente è portato a “viverla di riflesso” grazie a coloro che la raccontano e la rivivono con la consapevolezza di agire per trasmetterla in modo “originale” alle nuove generazioni e non solo.

 

Il Corteggio

 

Parte da Palazzo Ducale e percorrere Via Cairoli, poi Piazza della Conca, Via Pier Alessandro Guglielmi, Piazza Duomo, mentre al ritorno parte da Piazza Duomo, Via Dante, Piazza degli Aranci, Palazzo Ducale. Mentre il Corteggio, che parte da Palazzo Ducale verso le ore 21.00, percorre l’ultimo tratto, i presentatori della serata iniziano a salutare il pubblico presente e a spiegare le caratteristiche della rievocazione storica della Posa della Prima Pietra della Massa Nova, presentano il corteggio e annunciano l’arrivo del Marchese Alberico I Cybo Malaspina e della sua diletta consorte Marchesa Isabetta Della Rovere insieme al figlio Alderano.

 

Posa della prima pietra

 

Come risulta dalle cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, il 10 Giugno 1557 i nobili, che allora governavano la città, discesero dall’imponente castello per accompagnare Alberico e la diletta consorte Elisabetta a deporre la prima pietra per la costruzione di Massa Nova. L’architetto Lanci, all’epoca impegnato nella costruzione delle Mura di Lucca, progettò le mura e le fortificazioni della città di Massa, che vennero regolarmente eseguite. La Mattina del 10 giugno 1557 i Marchesi, i dignitari e il popolo raggiunsero la Pieve di San Pietro in Bagnara dove venne officiata una liturgia solenne con musica e canti.

Dalle cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, “habitante a Massa: A dì 10 zugnio 1557 si dè principio a murare ala piattaforma del Marcheso, la quale è sotto la piazza, con molte cerimonie e processioni. Eraci otto compagnie, sive insegne, cinque di Massa et tre di Carrara, et una compagnia di fanciulli da anni dieci in giù, di numero di 160, e altrettante fanciulle ben adornate, con grillande in testa; et tutti avevano un giglio biancho in mano per uno. E le cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, habitante a Massa proseguono: “Vi era una compagnia di uomini più honorati del paeso, che accompagnavano il Marcheso, quale si era vestito tutto di novo, di uno vestimento biancho. La Marchesa era accompagniata dale più honorate donne del paeso. Appresso venne tutto il populo dal palazo a san Piero, dove si cantò una messa con canti figurati”. Dopo la cerimonia religiosa, infatti, si formò una processione. E la cronaca del tempo recita: “…ci erano quaranta preti et venti frati, tutti parati con piviali e tonicelle, et le monache, li fanciulli et le fanciulle con un “bucellato” rotondo al braccio di libbre due l’uno, largho che se lo mettevano al collo, quale li donò il Marcheso. Eravi otto croce et sei gonfaloni, quattro di Massa et due di Carrara, con dodici Palii, quali tutti si tirorno il giorno. E fecesi la strada di San Francesco per mezzo il borgho.”.

 

Il momento principale della posa

 

E’ proprio la posa della prima pietra la scena principale su cui poggia l’evento. Quella posa che va raccontata e al tempo stesso vissuta e fatta vivere ai presenti. Il Corteo passava tra due fitte ali di gente che agitava mazzi di fiori di campo, e tutti raggiunsero poi la località dove si sarebbe svolta la cerimonia della posa della prima pietra delle mura di Massa. Così ancora recita la cronaca: “Giunti al locho da darsi principio al fondamento, si fece una bella oratione, et benedicendo il locho. El Marcheso mise una pietra de marmo, lungha uno palmo et scritta Albericho Cibbo Malaspina, l’altra la mise la Marchesa et eravi iscripto Isabetta della Rovere, la terza pietra con Alderano suo figliolo dilecto…”. Tomaso Aniboni da Aiola ancora ci dice “… piantorno la prima pietra nella piatta forma che guardava il mare, mettendo ne li fondamenti medaglie in oro et argento, pietre preziose con pietre iscritte, in memoria del principio del baluardo”. In quel 10 Giugno del 1557 l’avvenimento della posa della prima pietra aveva richiamato una gran folla anche dai borghi e dalle città vicine.

Una giostra all’anello (la Quintana Cybea®) si svolse per la prima volta il 10 giugno 1557 in occasione della posa della prima pietra per la costruzione della Massa Nova ad opera del Marchese Alberico I Cybo Malaspina. Vi fu anche una corsa di cavalli berberi senza fantino per le strade della città e uno spettacolo di “botti scoppiettanti”, con l’uso di polvere da sparo, che si svolse nella piazza antistante il Palazzo di Alberico.  In tale giornata fu corsa la prima Quintana all’anello. In quella data il Marchese Alberico I Cybo Malaspina decretò che quel giorno rimanesse famoso nella storia di Massa e che ogni anno si organizzassero feste, libagioni, tornei cavallereschi, a ricordo di questo importante avvenimento: “che ogni anno si abbi a festare”.

 

La Quintana Cybea®

 

Tratta dal saggio di Fabio Baroni, nelle quali si conferma, dai “Ricordi di Gasparo Venturini”, che: “Et tutte le feste si correva lancie, al anello, alla quintana…”. La Quintana Cybea® si corre  Sabato 14 Dicembre 2019 (quest’anno ricorre il Trentennale della prima rievocazione della Quintana Cybea e delle manifestazioni collaterali: Posa della Prima Pietra di Massa e di Carrara, Investitura dei Cavalieri giostranti in rappresentanza dei 5 Borghi storici e benedizione dei cavalli, Investitura del Cavaliere Crociato del Sacro Romano Impero, Convivio rinascimentale, Festa del Patrono della Città di Massa (San Francesco), Offerta dei Ceri in Cattedrale durante il Te Deum di fine anno, ecc.). La rievocazione storica della Giostra della Quintana Cybea, recuperata alla memoria già da 30 anni, rappresenta un momento molto significativo di aggregazione della propria gente, di socializzazione, rivolta specialmente ai giovani, di immagine e di rilancio turistico, storico-culturale ed economico. L’Associazione “Ducato di Massa®” ogni anno ricorda la Fondazione della città con un corteggio storico e con l’annuale della posa della prima pietra. Anche quest’anno l’Associazione Ducato di Massa®, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, organizza la prestigiosa Quintana Cybea®, giunta alla sua XXX edizione. L’importanza di questa rievocazione storica assume importanti significati non solo per il nostro territorio ma anche per il valore che un Paese come l’Italia e una Regione quale la Toscana che si impegnano nel sostenere il proprio patrimonio culturale immateriale oltre a quello materiale, al fine di salvaguardarlo e valorizzarlo, grazie anche al supporto del terzo settore. La prova storica che la Quintana si sia corsa sicuramente, a partire dal 10 Giugno 1557, durante i festeggiamenti per la posa della prima pietra per la costruzione delle mura della “Massa Nova”, è facilmente rintracciabile all’Archivio di Stato di Massa (dove è possibile leggere i documenti originari che vari cronisti all’epoca fecero dello svolgersi della giornata). E’ grazie alle cronache di vari testimoni del passato storico apuano fra i quali: Gasparo Venturini vissuto tra il 1528 e il 1600, stretto collaboratore di Alberico, e Tommaso Anniboni agiato borghese, che oggi abbiamo conoscenza di quello che avvenne in quel giorno così importante per la città di Massa. Questo il riferimento sull’origine storica dell’evento, che nella ricorrenza voluta dal Comune di Massa, per la prima volta nel 1990, assume il nome di “Quintana Cybea” per distinguerla dalle altre Quintane che si svolgono in Italia (ad Ascoli Piceno, a Foligno, ecc.).

Da un punto di vista etimologico, invece, si considera valida l’ipotesi che la parola quintana troverebbe la sua derivazione dalla parola latina “quintus”. La denominazione di Quintana deriverebbe dal nome della “quinta via” dell’accampamento romano (parallelamente alla via principalis corre, come seconda strada principale trasversa, la via quintana), nella quale, essendo la più larga, aveva luogo l’addestramento dei soldati che, armati di lancia, si lanciavano a cavallo contro un fantoccio cercando di infilare l’anello sospeso a una mano dello stesso. Risalgono, quindi, ad allora le origini del torneo, ripreso e diffuso un po’ ovunque, in Europa, nel Medioevo, ed esploso nel Rinascimento, in particolare, durante l‘occasione di feste e ricorrenze.

Va pertanto sottolineata l’importanza della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale del nostro territorio, tanto quanto risulta importante la salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio culturale materiale: per esempio il Castello Malaspina.

Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, della Città di Massa è la nostra ricchezza comune: il retaggio delle generazioni di massesi, e non solo, che ci hanno preceduto e il nostro lascito ai posteri. Si tratta di un patrimonio di conoscenze insostituibile e di una risorsa preziosa per la crescita economica, l’occupazione e la coesione sociale, che può arricchire la vita di centinaia di giovani e che è fonte di ispirazione e forza trainante per le nostre industrie culturali e creative.

Il nostro patrimonio culturale e le modalità secondo cui lo preserviamo e valorizziamo sono un fattore determinante nel definire la posizione della città di Massa e dell’Italia verso gli altri territori e la sua attrattiva quale luogo per vivere, lavorare e da visitare.

Oggi si chiede (dall’UNESCO, dall’Ue, dal Governo italiano, dalle Regioni) alle comunità locali di proteggere le pratiche, le rappresentazioni, le conoscenze e i saperi tramandati oralmente, di generazione in generazione, ma allo stesso tempo si chiede che il patrimonio culturale popolare venga salvato, rendendo protagonista e garantendo la “vita” alla comunità, al gruppo che lo ha prodotto. Mai come oggi, infatti, la tradizione, la cultura popolare, il lato immateriale della cultura materiale, è sentita come un bisogno. Il popolo ha bisogno di una tradizione popolare, fatta di cultura che si possa definire tale e che sia praticabile, non virtuale.

La tradizione popolare della Quintana Cybea® rappresenta un pezzo di “memoria collettiva”, conservata e salvata dall’abbandono e dall’oblio, con la particolarità che non si tratta di un paesaggio o un monumento, ma di un tesoro che si tramanda con la rievocazione e la ricostruzione storica, che indica nella Quintana Cybea un esempio di “diversità culturale” ma, al tempo stesso la identifica come un “bene intangibile”, un tesoro che rientra a pieno titolo nel patrimonio culturale immateriale che deriva dall’ “identità culturale collettiva”.

Siamo qui nel campo rappresentato dalla grande tradizione della “demoetnoantropologia” italiana. C’è molto lavoro da fare.

La Quintana Cybea® con le caratteristiche e l’importanza sopra descritta, invita la comunità di Massa a comportarsi come altre città, italiane ed europee, che hanno colto quanto le rievocazioni e ricostruzioni storiche (e le loro manifestazioni collaterali) rappresentino un grande attrattore turistico per un turismo colto, un turismo dei viaggiatori, un turismo giovanile, oltre a poter diventare un grande fattore sociale, che può dare ai giovani del territorio, una angolazione e prospettiva diversa alla propria esistenza.

 

Alberico I° e la prima Quintana Cybea proprio nel giorno della nascita della Massa Nova

 

Il Marchese di Massa, poi principe, da uomo rinascimentale, colto e raffinato qual era, non poteva rimanere insensibile al simbolismo ermetico che si era ampiamente diffuso fra il XVI e il XVII secolo. L’ispirazione alla “città ideale” è un dato storico di rilievo che va approfondito e letto con luce nuova.  La dovizia di riferimenti filosofici, mitologici, alchemici, simbolico ed esoterici, apre orizzonti nuovi e a molti sconosciuti. L’interpretazione relativa alla fondazione della città di Massa con particolare riferimento alla datazione, in sintonia con le teorie correnti all’epoca sulla “città ideale”, vide un dibattito, sul tema della “Città Ideale” che si protrasse per oltre due secoli.

L’Associazione Ducato di Massa® afferma che: “Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, della Città di Massa è la nostra ricchezza comune: il retaggio delle generazioni di massesi, e non solo, che ci hanno preceduto e il nostro lascito ai posteri”.

Oggi il Gruppo dirigente dell’Associazione Ducato di Massa, punta a una riorganizzazione basata sulla valorizzazione dei 5 Borghi Storici, rendendoli autonomi e responsabili nella gestione del gruppo storico nel loro territorio, che si identifica con il Borgo storico. Per questo nella fase attuale si stanno gettando le basi per una rinascita organizzativa su basi nuove, con l’intento di rafforzare la competizione tra i 5 Borghi e consolidare il senso di appartenenza, grazie alla riscoperta del “Genius loci”.

L’edizione del “trentennale” vuole essere l’inizio di un processo che porterà, nei prossimi tre anni, a rendere presenti e a rafforzare in tutti e cinque i borghi l’azione di gruppi storici (con personaggi in costume grazie alla riscoperta dei casati storici e dei “boni homines” dell’epoca, oltre ad altre specificità culturali e storiche, presenti nei 5 territori e, oltre a ciò, all’organizzazione di corteggi nei quali siano presenti in rappresentanza di ciascun borgo: sbandieratori, musici, danze storiche, arcieri, ecc. in grado di animare e avvicinare la gente del Borgo alla funzione determinante della riscoperta dei fatti storici e della loro rievocazione). Come dire che la Quintana Cybea® non solamente va salvata e perpetuata in quanto patrimonio culturale immateriale, com’è avvenuto in questi ultimi trenta anni, ma va messa in grado di camminare con le proprie gambe, proprio con l’aiuto rinnovato e consolidato dei 5 Borghi. Altro processo in corso nell’attività del Ducato di Massa è quello relativo alla messa in qualità delle rievocazioni storiche. Percorso che d’intesa con la rete regionale delle rievocazioni storiche punta a realizzare un percorso per ottenere il riconoscimento UNESCO all’interno dell’Elenco mondiale che contiene il Patrimonio Culturale Immateriale.

 

Alberico I Cybo-Malaspina, il Grande

 

L’importanza del periodo Albericiano per Massa e per Carrara (con la nascita di Massa Nova e di Carrara Nova). Alberico I Cybo-Malaspina sposa, Elisabetta della Rovere, figlia di Francesco Maria della Rovere, Duca di Urbino, la quale divenne “uxore dilectissima” di Alberico I° Cybo Malaspina. Due anni dopo la morte della moglie, sposò in seconde nozze, Isabella di Capua (figlia del Duca di Termoli). I matrimoni con importanti casate erano particolarmente ambiti a quell’epoca. Nel 1559, nella Massa Nova albericiana, fu organizzata la Zecca, dove venivano coniate monete d’oro e d’argento. Alberico ospitò alla sua corte importanti personaggi, tra i quali l’imperatore di Spagna Carlo V, e interpretò con saggezza e lungimiranza tutto ciò che il “tardo Rinascimento” seppe esprimere. Oggi la figura di Alberico rappresenta una pagina importante della storia italiana. Le fortune dei Cybo crebbero sempre più nel tempo: nel 1664 furono elevati al rango di Duchi dall’imperatore, con diritto di nomina dei “Cavalieri Crociati” del Sacro Romano Impero. Nello stemma dei Cybo-Malaspina troneggia, infatti, un’aquila bicipite, simbolo del sacro Romano Impero. I rapporti diretti o contratti, vedono nella famiglia dei Cybo-Malaspina figure di Papi e Cardinali. Sotto Alberico Massa divenne Città Imperiale.

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