LA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLE MURA DELLA MASSA CYBEA E IL TEMPO DI ALBERICO

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Antefatto alla posa della prima pietra

 

Il 10 Marzo 1557

Dalle cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, habitante a Massa: ”A dì 10 Marzo 1557. Nota come a dì soprascripto si è principio a zappare et a fare i bastioni e fossi per murare il Borgo di Bagnara. Et compartissi a cavar fossi per testa da anni 12 sino in 60; preti, dottori, notari et tutto huomo vi haveva da venire o mandare, et chi non vi veniva o mandava pagava un giulio. Et ogni dì vi lavorava 300 opere delle dieci Vicinanze, et toccava ogni settimana una volta per testa andarvi a lavorare.

A dì 23 Marzo 1557 soprascripto si cominciò a fare i bastioni con le fascine”.

 

La posa della prima pietra

Il 10 Giugno 1557 i nobili, che allora governavano la città, discesero dall’imponente castello per accompagnare Alberico e la diletta consorte Elisabetta a deporre la prima pietra per la costruzione di Massa Nova o Cybea.

L’architetto Lanci, all’epoca impegnato nella costruzione delle imponenti Mura di Lucca, progettò le mura e le fortificazioni della città di Massa, che vennero regolarmente eseguite.

La Mattina del 10 giugno 1557 i Marchesi, i dignitari e il popolo raggiunsero la Pieve di San Pietro in Bagnara dove venne officiata una liturgia solenne con musica e canti.

 

Dalle cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, habitante a Massa:

“A dì 10 zugnio 1557 si dè principio a murare ala piattaforma del Marcheso, la quale è sotto la piazza, con molte cerimonie e processioni. Eraci otto compagnie, sive insegne, cinque di Massa et tre di Carrara, et una compagnia di fanciulli da anni dieci in giù, di numero di 160, e altrettante fanciulle ben adornate, con grillande in testa; et tutti avevano un giglio biancho in mano per uno.

 

E le cronache di Tomaso Aniboni da Aiola, habitante a Massa proseguono:

“Vi era una compagnia di uomini più honorati del paeso, che accompagnavano il Marcheso, quale si era vestito tutto di novo, di uno vestimento biancho. La Marchesa era accompagniata dale più honorate donne del paeso. Appresso venne tutto il populo dal palazo a san Piero, dove si cantò una messa con canti figurati”.

 

Dopo la cerimonia religiosa, infatti, si formò una processione.

 

E la cronaca del tempo recita:

“…ci erano quaranta preti et venti frati, tutti parati con piviali e tonicelle, et le monache, li fanciulli et le fanciulle con un “bucellato” rotondo al braccio di libbre due l’uno, largho che se lo mettevano al collo, quale li donò il Marcheso. Eravi otto croce et sei gonfaloni, quattro di Massa et due di Carrara, con dodici Palii, quali tutti si tirorno il giorno. E fecesi la strada di San Francesco per mezzo il borgho.”.

 

La scena madre

E’ proprio la posa della prima pietra la scena principale su cui poggia l’evento. Quella posa che va raccontata e al tempo stesso vissuta e fatta vivere ai presenti.

 

Il Corteo passava tra due fitte ali di gente che agitava mazzi di fiori di campo, e tutti raggiunsero poi la località dove si sarebbe svolta la cerimonia della posa della prima pietra delle mura di Massa.

 

Così ancora recita la cronaca:

“Giunti al locho da darsi principio al fondamento, si fece una bella oratione, et benedicendo il locho. El Marcheso mise una pietra de marmo, lungha uno palmo et scritta Albericho Cibbo Malaspina, l’altra la mise la Marchesa et eravi iscripto Isabetta della Rovere, la terza pietra con Alderano suo figliolo dilecto…”. Tomaso Aniboni da Aiola ancora ci dice “… piantono la prima pietra nella piatta forma che guardava il mare, mettendo ne li fondamenti medaglie in oro et argento, pietre preziose con pietre iscritte, in memoria del principio del baluardo”.

 

In quel 10 Giugno del 1557 l’avvenimento della posa della prima pietra aveva richiamato una gran folla anche dai borghi e dalle città vicine.

 

Una giostra all’anello (la Quintana Cybea) si svolse per la prima volta il 10 giugno 1557 in occasione della posa della prima pietra per la costruzione della Massa Nova o Cybea ad opera del Marchese Alberico I Cybo Malaspina.

 

Vi fu anche una corsa di cavalli berberi senza fantino per le strade della città e uno spettacolo di “botti scoppiettanti”, con l’uso di polvere da sparo, che si svolse nella piazza antistante il Palazzo di Alberico.

 

In tale giornata fu corsa la prima Quintana all’anello. In quella data il Marchese Alberico I° Cybo Malaspina decretò che quel giorno rimanesse famoso nella storia di Massa e che ogni anno si organizzassero feste, libagioni, tornei cavallereschi, a ricordo di questo importante avvenimento: “che ogni anno si abbi a festare”.

 

Negli ultimi mesi del 1991 si tenne a Massa un’importante mostra, promossa dall’Archivio di Stato, con il supporto del Ministero dei Beni e Attività Culturali e dal Comune di Massa, intitolata “Il tempo di Alberico” (Alberico I°, prima Marchese, poi Principe di Massa, gettò le basi perché il suo pronipote Alberico II° Cybo Malaspina, potesse fregiarsi, nel 1664, del titolo di Duca). Alla mostra si affiancava un grosso volume catalogo ricco di numerosi saggi che illustravano i più svariati aspetti dello Stato governato da Alberico. Tratte da quel volume alcune pagine del saggio di Fabio Baroni, nelle quali si conferma, dai “Ricordi di Gasparo Venturini”, che: “Et tutte le feste si correva lancie, al anello, alla quintana…”.

 

Alberico I° e la nascita della Massa Nova o Cybea

 

Il Marchese di Massa, poi principe, da uomo rinascimentale, colto e raffinato qual era, non poteva rimanere insensibile al simbolismo ermetico che si era ampiamente diffuso fra il XVI e il XVII secolo.

L’ispirazione alla “città ideale” è un dato storico di rilievo che va approfondito e letto con luce nuova, come ha analizzato di recente il concittadino Claudio Palandrani.

La dovizia di riferimenti filosofici, mitologici, alchemici, simbolico ed esoterici, che Palandrani ci ha donato, apre orizzonti nuovi e a molti sconosciuti.

L’interpretazione di Palandrani, relativa alla fondazione della città di Massa con particolare riferimento alla datazione, in sintonia con le teorie correnti sulla “città ideale”, vide all’epoca un dibattito che si protrasse per oltre due secoli.

 

L’importanza del periodo Albericiano per Massa (con la nascita di Massa Nova o Massa Cybea)

 

  • Alberico I Cybo-Malaspina (nato a Genova, 28 febbraio 1534 – deceduto a Massa, 18 gennaio 1623) fu marchese di Massa e signore di Carrara dal 6 giugno 1553 (alla morte della madre Ricciarda Malaspina), principe di Massa e marchese di Carrara dal 23 agosto 1568, conte (dal settembre 1566) e marchese di Aiello, barone di Paduli dal settembre 1566, conte di Ferentillo dal 1549, duca dal 1619, signore di Monteleone dal giugno 1562 all’aprile 1565.
  • Lo “Stato di Aiello” (Cosenza), acquistato da Alberico nel 1566, passa da contea a marchesato e poi a ducato nel 1605.
  • Da lui nacque, nel 1557, una nuova città nella pianura sottostante il Castello Malaspina: la “Massa Nova” o “Cybea”.
  • Elisabetta della Rovere, figlia di Francesco Maria della Rovere, Duca di Urbino, divenne “uxore dilectissima” di Alberico I° Cybo Malaspina. Alla morte della moglie, sposò in seconde nozze, Isabella di Capua (figlia del Duca di Termoli). I matrimoni con importanti casate erano particolarmente ambiti a quell’epoca.
  • Nel 1559 in Massa Nova fu organizzata la Zecca, dove venivano coniate monete d’oro e d’argento. Alberico ospitò alla sua corte importanti personaggi, tra i quali l’imperatore di Spagna Carlo V, e interpretò con saggezza e lungimiranza tutto ciò che il “tardo Rinascimento” seppe esprimere.
  • Oggi la figura di Alberico rappresenta una pagina importante della storia italiana. Le fortune dei Cybo crebbero sempre più nel tempo: nel 1664 furono elevati al rango di Duchi dall’imperatore, con diritto di conio delle monete e di nomina dei “Cavalieri Crociati” del Sacro Romano Impero. Nello stemma dei Cybo-Malaspina troneggia, infatti, un’aquila bicipite, simbolo del sacro Romano Impero. I rapporti diretti o contratti, vedono nella famiglia dei Cybo-Malaspina figure di Papi e Cardinali.
  • Il primo Duca di Massa fu il pronipote di Alberico I°, Alberico II° Cybo Malaspina.

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