GLI ABITI DELLA QUINTANA CYBEA

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COME CI SI VESTIVA AI TEMPI DI ALBERICO I CYBO MALASPINA

Nella seconda metà del ’500 il modo di vestire iniziò a subire in parte l’influsso della moda spagnola, In Italia tale influsso non raggiunse in ugual modo tutti i territori e le corti, in particolare la Toscana sviluppò un suo gusto con la moda fiorentina con lo stile di Eleonora da Toledo moglie di Cosimo I De’ Medici.

Il nero, che potrebbe sembrare un colore formale, venne invece apprezzato per la sua rarità; era infatti molto complicato dare ai tessuti questa tinta. Con l’avvento della moda ogni rango cercò di distinguersi: gli abiti non furono comuni a tutti, ma si distinguevano per il ceto sociale. Il gusto fiorentino si distinse per le forme sfarzose e l’eleganza.

Per capire meglio i cambiamenti della moda in Italia, occorre osservare i dipinti raffiguranti ritratti realizzati da grandi artisti dell’epoca. I tessuti erano sontuosi: broccati, damascati, velluti, sete… tempestati di perle e pietre preziose.

Gli abiti diventavano quindi beni di valore talmente rilevante da costituire un patrimonio trasmesso agli eredi al pari dell’oro e di altri materiali preziosi. Anche nella moda infantile venivano riprese negli abiti le stesse caratteristiche di forme, colori e materiali.

I piccoli nobili vestivano allo stesso modo degli adulti con abiti ricchi e sfarzosi.

Le classi popolari: artigiani, contadini, pescatori… indossavano abiti molto semplici e rigorosi nelle forme, talvolta ampi, per agevolarne il lavoro, con tessuti come lino, cotone, lana.

La nostra associazione da molti anni partecipa al concorso internazionale per il più bell’abito rinascimentale, che si tiene ogni anno a Pescia nel mese di settembre, riscuotendo molti successi e vittorie.

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